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Voli cancellati per Covid-19: le compagnie devono garantire il rimborso

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Enac ha preso una posizione decisa contro quelle compagnie di volo che cercano di spingere i loro clienti all’accettazione di un voucher per i voli cancellati per Covid-19.

Chi cancella voli ma non garantisce il rimborso della costo della tratta rischia delle sanzioni ed è per questo che non si consiglia, a meno che non lo si desideri, di accettare il voucher proposto in cambio del rimborso.

Cosa sta accadendo per i voli cancellati per Covid-19

Negli ultimi mesi, sul fronte viaggi e voli il caos sembra regnare sovrano. Sono stati annullati tantissimi voli, a causa della crisi sanitaria che ha colpito l’Italia e tutto il mondo, ma la questione rimborsi è ancora tutta aperta.

Tantissimi viaggiatori devono fare i conti con promesse non mantenute, soldi che non arrivano, proposte di scambio con voucher.

In molti hanno scoperto di un volo cancellato senza alcun preavviso per poi ricevere la proposta di un voucher come rimborso.

L’Enac non ci sta. Questa pratica messa in atto da diverse compagnie non piace e non è etica.

Stando a quello che è il regolamento comunitario non è possibile sostituire arbitrariamente un rimborso con un voucher. Al viaggiatore deve essere restituita la somma in denaro.

Dopo un primo avvertimento bonario, quindi, Enac ha dichiarato di avere intenzione di multare le compagnie aeree che non si comporteranno in linea con le normative dell’Unione Europea in materia.

Attenzione: non si parla solo di voli dei mesi passati. Sebbene dal 3 Giugno 2020 siano iniziate a cadere le restrizioni agli spostamenti nelle nazioni facenti parte della cosiddetta area Schengen, alcune compagnie aeree stanno applicando una politica decisamente ambigua.

Un recente articolo apparso sul Corriere della Sera ha spiegato come le compagnie stanno vendendo centinaia di biglietti per tratte ancora non aperte o per veicoli non funzionanti o per aeroporti ancora chiusi al traffico. Le compagnie stanno cercando, in buona sostanza, di fare cassa per poi eventualmente offrire un voucher come rimborso qualora i voli non partissero.

Ricordiamo che il Regolamento comunitario 261 del 2004 tutela i viaggiatori e indica in maniera chiara e univoca che questi ultimi hanno il diritto a un rimborso della somma pagata in caso di cancellazioni, ritardi, overbooking e mancanza di comunicazione da parte delle compagnie.

Staremo a vedere cosa accadrà da qui alle prossime settimane e se Enac e associazioni dei consumatori riusciranno a sbloccare una situazione che sta diventando insopportabile per i viaggiatori.

TripAndLove

Classe 1983, scrivo sul web da quando non era di moda. Amante del blogging, dei social e dei viaggi.

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