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Quartiere ebraico di Roma: storia e cosa vedere

quartiere ebraico di roma

Il ghetto ebraico di Roma è uno dei luoghi più emblematici della nostra capitale, nonché uno dei più antichi del mondo dopo il ghetto ebraico di Venezia, che fu il primo a essere costruito in Italia.

Ad oggi è una delle zone di Roma più amate in assoluto e, ogni anno, sono sempre di più i turisti che decidono di scoprirla anche per tenere viva la memoria di quello che il quartiere racconta.

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Dove si trova il ghetto ebraico di Roma

Il ghetto ebraico di Roma si trova in uno dei quartieri più caratteristici della città intera. Stiamo parlando del rione Sant’Angelo, nei pressi dell’Isola Tiberina. Qui si è a due passi dal Tevere in una zona ricca di storia e di tradizione.

In loco si trovano anche i ristoranti di cucina ebraica più noti della città se non del mondo, apprezzati dai residenti e dai viaggiatori che vogliono fare un viaggio alla scoperta della cucina kosher. La gastronomia giudaico-romana è, infatti, conosciuta ovunque proprio perché ci ha lasciato dei piatti tradizionali come, ad esempio, i carciofi alla giudia, uno dei simboli di Roma nel mondo.

Come arrivare al ghetto ebraico di Roma

Se si vuole sapere come muoversi per arrivare nel ghetto, ecco tutti i mezzi a propria disposizione.

  • Metro: bisogna fare riferimento alla linea B con fermata Circo Massimo. Scesi dalla metro bisognerà camminare a piedi per una ventina di minuti per coprire una distanza di circa 1,5 km.
  • Bus: partendo dalla Stazione Centrale di Roma Termini è possibile usufruire del bus n° 70 scendendo a Largo Torre Argentina. Anche altri bus hanno una fermata in prossimità del ghetto ebraico e sono, nello specifico, i bus numero 23, 492, 63, 780, 81, 87.

Storia del quartiere ebraico di Roma

Il quartiere del ghetto ebraico a Roma venne istituito nel 1555 in seguito a una Bolla papale che costrinse gli ebrei della capitale a trasferirsi in questa specifica zona della città. Si noti bene che tutti gli abitanti di questo quartiere non erano gli effettivi proprietari delle case in cui vivevano e, in più, erano costretti a portare anche un segno distintivo sui loro indumenti.

La zona, ben presto, iniziò a essere decisamente degradata e si decise di regolarne l’accesso, tramite la chiusura delle porte, in orari ben stabiliti e rigidi. Fu l’inizio di un vero e proprio incubo per gli ebrei di Roma che si ritrovavano costretti a vivere in questa zona, molto spesso senza la possibilità di uscirne se non in determinati orari della giornata.

Sia nel 1700 che nel 1800 il ghetto ebraico di Roma fu dismesso per brevi periodi. Gli ebrei che vivevano al suo interno furono liberi di andare dove preferivano, spostandosi in altre città o in altre zone di Roma. Fu solo con la Breccia di Porta Pia nel 1870 e la fine della supremazia del papato che il ghetto venne definitivamente chiuso. Tuttavia, dopo quasi un ventennio di distanza, si notò che erano tanti gli ebrei che, pur senza obblighi, avevano deciso di continuare a vivere in quel quartiere. Del resto, per molti la loro vita era stata costruita lì e, probabilmente, lasciare quei posti non era una soluzione allettante.

In questa zona si trovano le sinagoghe di Roma e, in particolare, la Sinagoga del ghetto di Roma, nota anche come Tempio Maggiore, che venne costruita nel 1904.

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Le sinagoghe di Roma: cosa vedere e come visitarle

Le sinagoghe di Roma sono un reperto storico della presenza ebraica nella città. La comunità ebraica di Roma è una delle più antiche d’Europa, con una storia che si estende per oltre duemila anni.

La Sinagoga Maggiore di Roma, situata nel quartiere del Ghetto, è forse la più conosciuta e rappresentativa. Costruita tra il 1901 e il 1904, dopo l’abbattimento del vecchio ghetto, si erge come un impressionante edificio che fonde elementi architettonici ebraici e romani, simboleggiando l’integrazione degli ebrei nella società italiana.

All’interno, la sinagoga è decorata con splendidi mosaici, vetrate colorate e un imponente lampadario. Il suo interno è un misto di stili, con elementi che ricordano le basiliche cristiane e le sinagoghe orientali. Questa fusione di stili riflette la lunga storia e l’evoluzione della comunità ebraica romana.

La Sinagoga ospita anche un museo, il Museo Ebraico di Roma, che documenta la storia degli ebrei nella città, dall’antichità ai giorni nostri. Il museo racconta storie di coesistenza, persecuzione, e contributi culturali degli ebrei a Roma.

Oltre alla Sinagoga Maggiore, ci sono altre sinagoghe minori sparse per la città, ciascuna con la propria storia unica e spesso legata a specifiche comunità ebraiche provenienti da diverse parti del mondo.

La presenza di queste sinagoghe a Roma non è solo un simbolo religioso, ma rappresenta anche un importante pezzo di storia e cultura, testimoniando la resilienza e l’adattabilità della comunità ebraica nel corso dei secoli. Attraverso le loro architetture e le comunità che servono, le sinagoghe di Roma continuano a essere un fulcro vitale per la vita ebraica nella città.

Cosa vedere nel quartiere ebraico di Roma

Di sicuro proprio la sinagoga è l’attrazione più amata e simbolica della zona. Si tratta di una costruzione a suo modo unica, poiché l’intento nella costruzione fu proprio quello di fare qualcosa di differente dalle tradizionali chiese romane. Uno stile architettonico diverso e una storia tutta da raccontare. Impossibile non innamorarsi del Tempio Maggiore di Roma, la sinagoga della Capitale.

Nel medesimo complesso si trova, come spesso accade, il Museo ebraico di cui, naturalmente, si consiglia la visita se si vuole capire di più la storia non solo del ghetto ma anche della comunità ebraica di Roma.

Tra il Tempio Maggiore e il Teatro di Marcello c’è il Portico di Ottavia che è un’altra delle cose da non perdere se si è in zona.

Il consiglio in più? Quello di camminare, camminare e perdersi tra le strade del ghetto e ammirare tutto quello che ha da offrire. Si suggerisce di non perdere, oltre alla via del Tempio, anche Via Reginella e via di Sant’Ambrogio. La visita alla piccola chiese ricavata nel mercato del pesce, che è quella di Sant’Angelo in Pescheria è una chicca in più.

 

Dove si trova il Ghetto ebraico di Roma?

Il Ghetto Ebraico di Roma si trova nel rione Sant’Angelo, nel centro storico della città, vicino al fiume Tevere e a pochi passi dall’Isola Tiberina. Questo quartiere è facilmente raggiungibile a piedi da molte delle principali attrazioni di Roma, come il Campidoglio e Piazza Venezia. Il Ghetto è un’area ricca di storia, cultura, e gastronomia ebraica, ed è famoso per i suoi pittoreschi vicoli, le antiche botteghe, e la splendida Sinagoga Maggiore di Roma.

Dove sono le pietre di inciampo a Roma?

Le “Pietre d’Inciampo” (in tedesco, “Stolpersteine”) sono piccoli monumenti che ricordano le vittime del nazismo durante la Seconda Guerra Mondiale. Queste pietre, create dall’artista tedesco Gunter Demnig, sono incastonate nel marciapiede di fronte alle ultime residenze note delle vittime.
A Roma, le Pietre d’Inciampo sono sparse in diversi quartieri, ognuna segnando il luogo dove un individuo fu prelevato per essere deportato nei campi di concentramento. Alcuni dei luoghi dove si possono trovare queste pietre includono:
Ghetto Ebraico: Molti ebrei romani furono catturati nel Ghetto Ebraico. Qui, le pietre servono come un doloroso promemoria della deportazione degli ebrei romani.
Centro Storico: Diversi punti nel centro storico di Roma hanno Pietre d’Inciampo, commemorando sia ebrei che membri della Resistenza italiana.
Quartieri Residenziali: In quartieri come Trastevere, Monti, e altri, si possono trovare queste pietre davanti alle case che furono un tempo abitate dalle vittime.
Queste pietre sono un potente promemoria della storia della città e un tributo alle vite perse durante l’Olocausto. Possono essere trovate camminando per le strade di Roma, spesso passando inosservate ma rappresentando una memoria storica significativa.

Cosa mangiare nel quartiere ebraico di Roma?

Nel Ghetto Ebraico di Roma, ci sono molte specialità culinarie uniche che riflettono la ricca tradizione e la storia della cucina ebraico-romana. Ecco alcune delle pietanze che dovresti assolutamente provare:
Carciofi alla Giudia (“Jewish-style Artichokes”): Questo piatto è forse il più famoso del Ghetto. I carciofi vengono puliti, schiacciati e fritti in olio d’oliva fino a quando non diventano croccanti all’esterno e teneri all’interno.
Filetti di Baccalà: Il baccalà (merluzzo essiccato e salato) viene ammollato per togliere il sale, poi impanato e fritto, diventando esterno croccante e interno morbido.
Concia di Zucchine: Zucchine marinate in aceto e poi fritte, spesso servite fredde. È un contorno popolare nella cucina ebraica romana.
Pasta e Ceci alla Giudia: Una variante ebraica del classico piatto romano, pasta e ceci, che può includere ingredienti aggiuntivi come pomodoro e aglio.
Pizza Ebraica: Nonostante il nome, non si tratta di una pizza nel senso tradizionale. È piuttosto un dolce, simile a una torta, con canditi e frutta secca.
Dolci tipici: Come il “Biscotti di Beridde” (biscotti al vino) o la “Crostata di Ricotta e Visciole”, una torta di ricotta e amarene.
Il Ghetto Ebraico è anche noto per i suoi ristoranti e panifici, dove si possono gustare queste e altre specialità. È un luogo meraviglioso per esplorare una cucina unica che ha mescolato influenze ebraiche con quelle locali romane.

TripAndLove

Classe 1983, scrivo sul web da quando non era di moda. Amante del blogging, dei social e dei viaggi.

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