Se hai già visitato Tokyo e Kyoto, o semplicemente vuoi evitare le folle che ormai affollano quasi ogni angolo di quelle due città, le Alpi Giapponesi sono la risposta che cercavi.
Siamo nel cuore montuoso dell’isola di Honshu, tra le prefetture di Nagano e Gifu: villaggi di legno rimasti fermi al periodo Edo, un’antica via commerciale percorribile a piedi, case dal tetto spiovente patrimonio UNESCO e una città, Kanazawa, che conserva intatto un intero quartiere di geishe senza il prezzo (e la folla) di Kyoto.
In questa guida trovi un itinerario completo di 4-5 giorni, tappa per tappa, con indicazioni pratiche su come arrivare, cosa vedere e quanto tempo dedicare a ciascuna meta.
Table of Contents
Cosa sono le Alpi Giapponesi
Le Alpi Giapponesi (Nihon Arupusu) sono tre catene montuose — i monti Hida, Kiso e Akaishi — che attraversano il centro di Honshu, con oltre venti cime sopra i 3.000 metri. La zona è anche chiamata “il tetto del Giappone” ed è rimasta per secoli isolata dal resto del paese: proprio per questo ha conservato un’identità culturale e architettonica che altrove è scomparsa sotto il cemento.
Le tappe che vale la pena inserire in un itinerario sono cinque: Valle del Kiso (Magome e Tsumago), Matsumoto (facoltativa), Takayama, Shirakawa-go e Kanazawa. Se ami il trekking, puoi aggiungere Kamikochi.
Quando andare
Il periodo ideale è l’autunno (metà ottobre-metà novembre), quando il foliage colora di rosso e arancione i boschi lungo la via Nakasendo — molti viaggiatori lo trovano perfino più suggestivo della fioritura dei ciliegi. La primavera (aprile-maggio) resta comunque un’ottima alternativa per l’hanami nei giardini di Kanazawa. In inverno, Shirakawa-go sotto la neve è uno spettacolo a sé, ma alcuni sentieri di montagna restano chiusi. Se vuoi approfondire il clima mese per mese, trovi tutti i dettagli nella nostra guida su quando andare in Giappone.
Quanti giorni servono: l’itinerario consigliato
Per vivere la zona senza correre, calcola 4-5 giorni:
- Giorno 1: Nagoya → Valle del Kiso (Magome-Tsumago) → pernottamento a Takayama
- Giorno 2: Takayama (mercati mattutini, centro storico) → pomeriggio a Shirakawa-go
- Giorno 3: Trasferimento a Kanazawa, primo assaggio della città
- Giorno 4: Kanazawa completa (Kenrokuen, quartieri storici, museo d’arte contemporanea)
- Giorno 5 (facoltativo): proseguimento verso Kyoto o Osaka, oppure giornata extra a Kamikochi se sei in auto
Questa tratta si inserisce perfettamente come “cuscinetto” tra le grandi metropoli: puoi partire da Tokyo o Nagoya e ricongiungerti a Kyoto o Osaka alla fine, senza dover tornare indietro.
Tappa 1: la Valle del Kiso e l’antica via Nakasendo
La Nakasendo era una delle cinque grandi vie che univano Edo (Tokyo) a Kyoto durante il periodo Tokugawa: oltre 500 km di sentieri, lungo i quali sorgevano 69 “juku”, le città di posta dove i viaggiatori si fermavano a mangiare e dormire. Oggi il tratto meglio conservato — e più semplice da percorrere — collega due di quei villaggi: Magome e Tsumago.
Cosa aspettarti: un sentiero di circa 8 km, percorribile in 2-3 ore, tra foreste di cipressi hinoki, risaie e piccole cascate. Il tragitto è più agevole da Magome a Tsumago (in discesa), e lungo il percorso ci sono cartelli con campanelle “anti-orso” da suonare — una chicca folkloristica più che una reale necessità, ma fa parte del divertimento. È attivo anche un servizio di spedizione bagagli tra i due villaggi, così puoi camminare senza zaino.
Come arrivare: stazione JR di Nakatsugawa (per Magome) o Nagiso (per Tsumago), sulla linea JR Chuo da Nagoya (circa 1h30).
Bonus: se hai tempo, il vicino Castello di Matsumoto (uno dei pochi originali rimasti in Giappone, soprannominato “Castello del Corvo” per il suo esterno nero) merita una deviazione.
Tappa 2: Takayama, la cittadina che sembra ferma nel tempo
Takayama, nel cuore della prefettura di Gifu, è probabilmente la tappa più fotogenica dell’intero itinerario: case di legno del periodo Edo, sake locale prodotto con l’acqua di sorgente delle montagne, e un centro storico che si visita comodamente a piedi in un giorno.
Cosa vedere:
- Sanmachi Suji, il quartiere storico dei mercanti, con le sue case in legno perfettamente conservate
- Il mercato mattutino lungo il fiume Miyagawa e quello davanti al Takayama Jinya, l’edificio governativo del periodo Edo aperto al pubblico
- Le distillerie di sake storiche, per una degustazione
- Se sei in città durante il Takayama Festival (14-15 aprile o 9-10 ottobre), considerato uno dei tre festival più belli del Giappone, vale la pena organizzare il viaggio apposta
Da provare: l’Hida-gyu, la carne bovina locale, spesso servita alla griglia negli spiedini venduti proprio al mercato mattutino.
Come arrivare: da Nagoya con il treno limited express JR Hida (circa 2h30); da Tokyo, Shinkansen fino a Nagoya o Toyama e poi cambio.
Tappa 3: Shirakawa-go, il villaggio Patrimonio UNESCO
A circa un’ora di autobus da Takayama si trova Shirakawa-go, uno dei siti più iconici e fotografati del Giappone rurale grazie alle sue case gassho-zukuri: abitazioni dal tetto spiovente ripido, costruito così per resistere alle abbondanti nevicate invernali.
Cosa fare: sali fino al punto panoramico sopra il villaggio (Ogimachi) per la vista da cartolina sulle oltre 100 case tradizionali nella valle; visita la Wada Residence, una delle case storiche aperte al pubblico; se hai tempo, prosegui verso il vicino villaggio di Gokayama, meno turistico e altrettanto suggestivo.
Quanto tempo dedicarci: 2-3 ore sono sufficienti per l’essenziale, mezza giornata se vuoi goderti anche i musei e una passeggiata più lenta.
Come arrivare: autobus Nohi da Takayama (circa 1 ora), oppure autobus diretto da Kanazawa nei weekend.
Tappa 4: Kanazawa, la Kyoto che (quasi) nessuno conosce
Kanazawa è la vera sorpresa dell’itinerario: una città di provincia risparmiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che ha conservato intatti i suoi quartieri feudali — geishe comprese — senza il turismo di massa che ormai satura Kyoto.
Cosa vedere:
- Kenrokuen, considerato uno dei tre giardini più belli del Giappone: spettacolare in ogni stagione, dalla fioritura primaverile alle iris di maggio fino alle strutture di bambù yuki-tsuri che proteggono i pini dalla neve
- Il Castello di Kanazawa, adiacente al giardino
- I quartieri storici di Higashi Chaya (case da tè e geishe) e Nagamachi (residenze dei samurai)
- Il Museo d’Arte Contemporanea del XXI secolo, con la sua celebre piscina-installazione “vista dal basso”
- Il mercato Omicho, per assaggiare pesce fresco e granchio locale
Un consiglio pratico: dedica almeno una notte a Kanazawa, non solo una gita di poche ore — i quartieri storici vanno vissuti anche di sera, quando le luci calde delle case da tè creano un’atmosfera che di giorno si perde tra i turisti.
Come arrivare: Shinkansen Hokuriku da Tokyo (2h30) o JR Thunderbird da Kyoto/Osaka (2h30 circa).
Per chi ama il trekking: Kamikochi e Norikura
Se hai un giorno extra e ami la montagna, Kamikochi è una valle alpina a 1.500 metri nel Parco Nazionale Chubu Sangaku, raggiungibile in autobus da Takayama via Hirayu Onsen (zona chiusa al traffico privato). Il sentiero lungo il fiume Azusa, di circa 10 km, offre uno dei panorami più belli di tutta la regione, con vista sui monti Hotaka. L’altopiano di Norikura, un’ora più a ovest, regala un punto di osservazione ancora più ampio sull’intera catena alpina. Attenzione: entrambe le zone sono aperte solo da metà aprile a metà novembre.
Come muoversi tra le tappe
La regione si copre bene sia in treno/autobus che in auto a noleggio. Se viaggi con il Japan Rail Pass, gran parte dei trasferimenti (Nagoya-Nakatsugawa, Nagoya-Takayama, Tokyo-Kanazawa) sono coperti; i tratti Takayama-Shirakawa-go e Shirakawa-go-Kanazawa richiedono invece autobus locali, spesso da prenotare in anticipo. Per tutti i dettagli su pass e carte prepagate, la nostra guida su come spostarsi in Giappone resta un buon punto di partenza, anche se qui i mezzi extraurbani richiedono qualche accorgimento in più rispetto a Tokyo.
Dove dormire: l’occasione per un vero ryokan
Takayama e Shirakawa-go sono probabilmente il posto migliore di tutto il viaggio per dormire in un ryokan autentico o in una casa gassho-zukuri convertita in minshuku: qui, a differenza delle grandi città, i prezzi sono più accessibili e l’esperienza è quella vera, con futon, tatami e cena kaiseki.
Budget indicativo
Per un itinerario di 4-5 giorni in questa zona, calcola circa 100-150€ a persona al giorno tra trasporti locali, alloggio in ryokan/business hotel e pasti — una cifra comparabile a Kyoto, ma con molta meno folla per lo stesso valore percepito.
Foto copertina: Ilse Driessen su Unsplash